Tu sei qui: Home News Fabbisogno nazionale di incenerimento di rifiuti solidi urbani: il prossimo passo spetta alle Regioni

Fabbisogno nazionale di incenerimento di rifiuti solidi urbani: il prossimo passo spetta alle Regioni

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il rapporto sul fabbisogno nazionale di incenerimento di rifiuti solidi urbani e sulla situazione impiantistica: ora spetta alle Regioni l'inserimento dei progetti di impiantistica nei piani di gestione rifiuti

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale(GU Serie Generale n.233 del 5-10-2016) il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 agosto 2016 relativo al fabbisogno nazionale di incenerimento di rifiuti solidi urbani. Nel documento viene fatta una panoramica sullo scenario italiano individuando: la capacità complessiva di trattamento degli impianti in esercizio o autorizzati; l'ammontare del fabbisogno residuo da coprire; in quali aree sarebbe necessario attivare impianti.

Panoramica sullo scenario attuale

La Direttiva comunitaria 2008/98/CE ha stabilito che il recupero energetico dei rifiuti rappresenta una opzione di gestione da preferire al conferimento in discarica, e ha indicato i principi di autosufficienza e prossimità nella gestione dei rifiuti. Con l'obiettivo di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione da parte della CE, negli ultimi anni il Consiglio dei Ministri ha approvato diversi emendamenti in materia di gestione dei rifiuti e raccolta differenziata. A titolo esemplificativo si ricordano le Linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata, pubblicate con l'obiettivo di uniformare, a livello nazionale, le metodologie di verifica delle percentuali di raccolta differenziata. Va, infatti, ricordato che il fabbisogno complessivo di trattamento degli impianti di incenerimento a livello nazionale deve essere definito sull’ ipotesi di raggiungimento dell’obiettivo minimo di raccolta differenziata stabilito al 65% per tutte le Regioni.

Incenerimento rifiuti solidi urbani: cosa dice il Rapporto

Il Rapporto si configura come strumento di riferimento per le amministrazioni territoriali che hanno il compito di attuarlo con la adozione degli appositi strumenti di pianificazione; spetta in definitiva alle Regioni il compito di recepire, nell’ ambito dei rispettivi piani regionali di gestione dei rifiuti, le scelte strategiche contenute nel Rapporto, avviando anche gli iter di autorizzazione dei progetti relativi alle nuove impiantistiche da realizzare.

La situazione impiantistica sul territorio nazionale e l'effettivo fabbisogno di incenerimento sono riassunti in tre tabelle pubblicate nel D.P.C.M. 10 agosto 2016:

    Tabella A - elenco degli impianti di incenerimento in esercizio.

    La predetta tabella individua il numero e la  capacità nazionale complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento  dei  rifiuti  urbani  e assimilati in esercizio al mese di novembre 2015. Di seguito un riepilogo per macro aree:
    Macro areacapacità autorizzata t/afabbisogno di incenerimento t/afabbisogno residuo  t/a
    NORD 4.227.319 4.223.996 nullo
    CENTRO 1.138.930 1.662.848 523.918
    SUD 1.029.500 1.517.931 488.432
    SICILIA 0 685.099 685.099
    SARDEGNA 180.000 300.885 120.885
    TOTALE ITALIA 6.575.749 8.390.761 1.818.334

    Tabella B - elenco degli impianti autorizzati ma non  in esercizio.

    La predetta tabella individua la capacità potenziale nazionale di trattamento derivante dagli impianti  di  incenerimento  dei  rifiuti urbani e assimilati  autorizzati e non in esercizio al mese di novembre 2015.

    Tabella C - individuazione degli impianti da realizzare o potenziare, per soddisfare il fabbisogno residuo a livello nazionale

    In funzione del fabbisogno residuo, vengono definiti i nuovi impianti da realizzare in Italia:

    Macro areaN. nuovi impiantiUbicazione
    NORD 0 nn
    CENTRO 3

    Umbria      130.000 t/a

    Marche      190.000 t/a

    Lazio          210.000 t/a
    SUD 2

    Campania  300.000 t/a

    Abruzzo     120.000 t/a
    SICILIA 2 nn
    SARDEGNA 1 nn
    TOTALE ITALIA 8
Gli impianti individuati nelle tabelle A, B, C costituiscono insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, garantendo la sicurezza nazionale nella autosufficienza del ciclo di gestione integrato dei rifiuti come richiesto dall’ art. 16 della direttiva 2008/98/CE.

Osservazioni sui dati esposti nel Rapporto

Piemonte

  • La raccolta differenziata nell’anno 2014 ( dato 2015 ancora non disponibile) è stata pari al 53,5 % , con una crescita del 3,3 % rispetto all’anno precedente. Il Piano regionale ha fissato l’obiettivo del 65% per la R.D. . La provincia di Torino presenta una R.D. del 51% , inferiore alla media regionale; è in tale provincia che dovrà essere sostanzialmente incrementata tale raccolta, per pensare di raggiungere gli obiettivi prefissati dal Piano. Il fabbisogno residuo di incenerimento per la Regione , pari a ca. 50.000 t/anno, potrà essere annullato se la raccolta differenziata raggiungerà il valore del 67%.

    Valle D'Aosta

    • In Regione non potrà essere realizzato alcun impianto di incenerimento, per cui all’ esaurirsi della discarica di Aosta i rifiuti dovranno essere smaltiti fuori regione.

    Lombardia

    • La Regione si è posta l’obiettivo del 65% per la raccolta differenziata. I dati relativi all’ anno 2015 , indicano un valore raggiunto di R.D. pari al 59%. Tale Regione è la sola a evidenziare un forte surplus di capacità autorizzata rispetto alle proprie esigenze di smaltimento. Tale Regione è in grado già oggi di sopperire a tutti i fabbisogni residui delle regioni della macro area del Nord.

    Liguria

    • La Regione si è posta l’obiettivo del 65% per la raccolta differenziata.  I dati relativi all’ anno 2015 , indicano un valore raggiunto  di R.D. pari a ca. 39 %. Nel corso del 2016 , diversi ambiti territoriali hanno iniziato la raccolta differenziata della frazione “organica”, ma il divario con l’obiettivo è ancora piuttosto marcato. Non è prevista alcuna realizzazione di inceneritori.

    Veneto

    • La Regione si è posta l’obiettivo ambizioso del 76% per la raccolta differenziata. I dati relativi all’ anno 2015 , indicano un valore raggiunto  di R.D. pari già a 65,3 %. Non è prevista alcuna realizzazione di inceneritori.

    Emilia Romagna

    • La Regione si è posta l’obiettivo del 70% per la raccolta differenziata. I dati relativi all’anno 2015 , indicano un valore raggiunto  di R.D. pari  a 60,7 %. Come impiantistica, la Regione risulta perfettamente autosufficiente.

    Carenze impiantistiche nel Centro, Sud e Isole

    • Le gravi carenze impiantistiche sono relative alle macro aree del Centro, Sud, isole. In particolare, la Sicilia presenta oggi un sistema di smaltimento basato esclusivamente sul conferimento dei rifiuti in discariche.

    Informazioni sul sito: realizzato con Plone e Python da Puntoit Servizi Informatici, design Gate01