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Il Decreto Legislativo 116/2014 e le nuove regole di classificazione dei codici CER

Arrivano il 'codice assoluto' e il 'principio di precauzione'. L'assegnazione di pericolosità del rifiuto si evolve.

Il Decreto Legislativo 116, datato 2014 ed entrato ufficialmente in vigore il 18 febbraio 2014, ha modificato in maniera sostanziale alcuni aspetti decisivi nella gestione dell'assegnazione dei codici del Catalogo Europeo dei Rifiuti. Si tratta di un processo di cambiamento importante ed elaborato che interessa da vicino la maggior parte delle aziende che si occupano di gestire e movimentare i rifiuti, siano essi pericolosi o non pericolosi.

Parliamo di un decreto legislativo destinato a modificare radicalmente l'approccio alla gestione del rifiuto, con relativa classificazione, da parte delle aziende italiane. Proprio le ditte di questo settore, da sempre abituate a interfacciarsi ogni giorno con l'elenco dei codici CER, hanno da poco iniziato a entrare nell'ottica che qualcosa cambierà - anzi, che in realtà qualcosa è già cambiato - nel loro modo di lavorare.

Per agevolare il cambiamento e soprattutto la comprensione di una legge molto articolata e scrupolosa, il Gruppo Marazzato ha recentemente organizzato un webinar sull'argomento, per fare chiarezza sulla nuova legge. Il seminario gratuito online 'Nuove regole per i rifiuti con codice a specchio', tenutosi il 16 aprile, ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di aziende italiane operanti nel settore ambientale. Relatore del webinar è stato Ivano Bosi responsabile QHSE del Gruppo Marazzato, che ha sviluppato i temi inerenti alla nuova normativa, soffermandosi opportunamente sui casi specifici e sulle criticità emerse dalla messa in vigore del decreto.

A contenere, infatti, la gran parte delle modifiche utili alla nuova classificazione è infatti l'Allegato D della parte IV del Dlgs 156/06, noto anche come Testo Unico Ambientale: tali modifiche interessano principalmente il produttore che, nell'atto dell'assegnazione del codice a un determinato rifiuto, assegna un codice 'assoluto' oppure un codice 'a specchio' secondo il neo introdotto 'Principio di precauzione'. Si tratta di due concetti, quelli di 'codice assoluto' e 'principio di precauzione', di recente introduzione che modificano l'approccio del produttore all'intero processo di classificazione.

Con il termine 'codice assoluto' si intende, infatti, l'assegnazione a un determinato rifiuto di un codice pericoloso o non pericoloso in maniera definitiva. Una volta, cioè, che il produttore abbia assegnato un codice a un dato rifiuto tale assegnazione non può essere più modificata e il produttore si assume la completa responsabilità di quella classificazione.

Il 'principio di precauzione' si applica invece a tutti quei rifiuti con codice cosiddetto 'a specchio' - che, lo ricordiamo, si definiscono come due codici aventi stesso processo produttivo, medesimo processo che genera il rifiuto ma diversa assegnazione di pericolosità -. Nell'ottica di rendere sempre più sicuro il processo di assegnazione del codice ad un rifiuto, con particolare rifeimento alla possibile pericolosità dello stesso, il 'principio di precauzione' stabilisce che il produttore si muova con sempre maggior cautela nell'assegnazione della pericolosità: chi produce il rifiuto, quindi, deve essere assolutamente certo di possedere un rifiuto non pericoloso e, in caso non lo fosse assegnare, in via precauzionale appunto, la dicitura di rifiuto pericoloso.

Il nuovo allegato D, inoltre, prevede che la certezza che della scelta di non pericolosità tra due CER a specchio passi attraverso tre fasi di analisi tali per cui, il produttore deve conoscere: il processo di produzione del rifiuto, la valutazione delle sostanze che compongono il rifiuto e la percentuale di concentrazione delle stesse.

Infine, rispetto ai risultati dell'analisi e a quanto riportato nei rapporti di prova è importante ricordare che questi ultimi non sono in grado di descrivere l'intera totalità del rifiuto analizzato, lasciando 'non determinato' il 95% del rifiuto. Il Decreto Legislativo perciò introduce il concetto di 'Parametro non altrimenti escludibile': il controllo analitico pone le sue basi in una dichiarazione del produttore, che individua i parametri 'non altrimenti escludibili' sulla base delle valutazioni effettuate attraverso l'analisi del processo di produzione del rifiuto e della valutazione delle sostanze che lo compongono.

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